Gli Affari dell’Estate: Northwest Division (WEST)

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Analisi division per division di tutte le squadre della NBA. Fra parentesi sono indicati il piazzamento nella conference e il record totale dello scorso anno, in base al quale le squadre sono state classificate nel presente articolo. Le novità in quintetto sono in maiuscolo e le formazioni indicate sono solo una scelta arbitraria dei migliori cinque giocatori in ogni ruolo presenti ad oggi nel roster.

OKC (3° W @ 55-27): Westbrook, OLADIPO, Singler, Kanter, Adams – Coach Donovan
Innesti importanti: Oladipo
Cessioni importanti: Durant, Waiters
Analisi: Sentito news riguardante OKC di recente? No, ovviamente sarà impossibile ritrovarli fra la crème della Western Conference, ma occhio a darli per morti. Attualmente, l’unica mossa in entrata è stata portata a termine prima dell’addio di Kevin Durant. Victor Oladipo è un giocatore con potenziale, ma per ora a Orlando ha dimostrato solo di poter segnare tanto in un contesto ampiamente perdente, cosa che l’80% dei giocatori NBA potrebbe tranquillamente replicare. Ora come ora, a Donovan serve come il pane una guardia con punti nelle mani, visto che Andre Robinson veniva puntualmente battezzato da ogni avversaria. Non è da escludere che i due partano insieme in quintetto: infatti, lo starting five sopra illustrato è del tutto provvisorio. Ilyasova, che con KD in squadra avrebbe visto poco il campo, può in questo nuovo contesto essere quello stretch four che a parer mio SVG ha lasciato andare un po’ troppo di fretta, per quanto Tobias Harris sia il migliore fra i due. Pur con una flessione più di sistema che personale, la partenza di Ibaka indebolirà la squadra, che però si ritrova in casa due bei paracadute in Kanter e Adams, più il progetto Sabonis jr. Detto che è irrealistico pensare che Waiters verrà riconfermato, la vera incognita è ovviamente Russell Westbrook. Vi pare impossibile immaginate RW che si prende quaranta tiri e tiene medie di 30+10+10 per tutto il tempo che resterà a OKC? Per ora il GM Presti smentisce, ma se e quando dovesse inserire Westbrook in cambio di un ricco pacchetto, così da evitare perderlo a zero l’estate prossima, potremmo facilmente avere davanti una squadra che compie un testacoda totale, da terza a terzultima nel giro di un anno.033015-SW-NBA-RussellWestrbook-PI.vadapt.980.high.28.jpg

POR (5° W @ 44-38): Lillard, McCollum, Aminu, E. Davis, Plumlee – Coach Stotts
Innesti importanti: Turner
Cessioni importanti: N/A
Analisi: Firmare Evan Turner, il quinto classificato a sesto uomo dell’anno 2016, è un gran colpo. Tenere Allen Crabbe, a dispetto della corte spietata dei Nets, un altro mattone importante. Le cifre investite sono altine, ma ormai, accettata la mera esistenza dei quadriennali a Mozgov e a Noah, non ha nemmeno senso protestare troppo. Interessante come si tratti di due uomini dalla panchina, per quanto è lecito pensare che la versatilità di Aminu permetterà a Crabbe molti minuti in campo. Si tratta quindi della stessa banda di matti che l’anno scorso ha sorpreso chiunque con una cavalcata incredibile, stoppata solo da un Curry – allora sì – assatanato. Aggiungete al mix Turner, che da bust si sta ricostruendo una solida carriera da tuttofare e profeta del mid-range game. E finite con Ezeli, forse il centro firmato al miglior rapporto qualità/prezzo fra i molti disponibili in estate. Lillard-McCollum rimane il secondo miglior paio di guardie della lega (Wall e Beal avete molto da farvi perdonare!) Tolta dall’equazione OKC, i Blazers hanno le mani sulla division. Fare peggio dello scorso anno non sarebbe unicamente demerito loro, ma l’anno passato ha funzionato tutto così bene che viene da chiedersi come il gruppo reagirebbe ad uno o più ostacoli in corso d’opera.

UTA (9° W @ 42-40): HILL, Hood, Hayward, Favors, Gobert – Coach Snyder
Innesti importanti: Hill, Johnson, Diaw
Cessioni importanti: Burke
Analisi: Per l’ingresso ai playoff del prossimo anno, gordon-hayward.jpgrispetto ai T’Wolves Utah si pone come alternativa più concreta e meglio avviata. Ma anche meno talentuosa. La chiave era e resta la difesa, che poteva contrare sul miglior rating difensivo della lega da febbraio. La dirigenza ha affiancato tre veterani in tre ruoli chiave per dare una scossa ai giovani. George Hill può dare grande solidità come direttore d’orchestra; difficile capire quanta benzina Joe Johnson abbia ancora in corpo, ma il primo stint con gli Heat induce ad essere fiduciosi, pur con un’autonomia estremamente limitata. Boris Diaw porta un altro mattoncino dell’Alamo a Salt Lake City dopo Hill e coach Snyder. Salvo OKC, nessuna delle otto regine di aprile si è indebolita a tal punto da considerare automatico l’ingresso dei Jazz nell’élite dell’ovest, ma la direzione intrapresa è quella giusta. Hood e Gobert sono già certezze, ma attenzione alla situazione Hayward, all’ultimo anno di contratto e pezzo pregiato del prossimo mercato.

DEN (11° W @ 33-49): Mudiay, Harris, Gallinari, Faried, Nurkic – Coach Malone
Innesti importanti: N/A
Cessioni importanti: N/A
Analisi: Identici. L’unica possibilità di uno scossone proviene dal fatto che Danilo Gallinari sia al suo ultimo anno di contratto e potrebbe essere scambiato, non ultimo intavolando una trade con Boston, di cui si era già vociferato lo scorso inverno. La situazione – con magnitudine assai inferiore – ricorda la situazione dei Nuggets del febbraio 2011. Con Carmelo Anthony prossimo a diventare free agent,  l’allora GM Masai Ujiri ottenne dai Knicks un signor pacchetto che comprendeva Chandler, Mozgov, Felton e appunto il Gallo. Pur non discutendo la sua capacità realizzativa, i problemi fisici dell’ex-Olimpia rendono il suo valore una mezza scommessa, viste le 134 partite saltate negli ultimi tre anni. Il nocciolo di gioventù c’è tutto, ma c’è da chiedersi cosa avrebbe portato Wade alla squadra, se avesse accettato l’offertona recapitatagli dal Colorado.

MIN (13° W @ 29-53): Rubio, LaVine, Wiggins, Dieng, Towns – Coach THIBODEAU
Innesti importanti: Dunn
Cessioni importanti: N/A
Analisi: I ragazzi terribili di Minnesota promettono di essere la prossima OKC, con una serie incredibile di talenti giovani e draftati in casa. Dopo la tragedia della morte di Flip Saunders, i T’Wolves sembrano aver trovato in coach Thibs il condottiero adatto a mettere in riga una squadra a lunghi tratti indisciplinata e non esattamente con una mentalità difensiva (la terza peggiore della NBA lo scorso anno con un defensive rating di 110.1). Ma vedo altri nodi non da poco da sciogliere, in special modo nel backcort. Ricky Rubio pare destinato a non migliorare più di così. 10-9-4 sono numeri tutt’altro che disprezzabili, ma porosità difensiva, inclinazione agli infortuni e mano quadrata dalla lunga distanza non lo rendono il condottiero adatto. Fino a qualche anno fa sarebbe servito uno Shaun Livingston o un D.J. Augustin a fargli da chioccia ed eventualmente prendere in mano la squadra d’esperienza nei momenti clou. Al momento invece pare che sia Rubio a dover tenere caldo il posto per la quinta scelta del draft Kris Dunn ed essere sacrificato nel momento in cui una buona trade si rendesse disponibile. A proposito di Dunn, rimane il dubbio di cosa sarebbe questo gruppo se potesse contare su Jimmy Butler, il cui scambio per Dunn è stato rifiutato dai Bulls la sera del draft, secondo alcune voci non confermate. Zach LaVine rischia di rimanere prigioniero di un corpo da alieno che nemmeno lui sa come gestire. I progressi dall’anno160302104938-karl-anthony-towns-andrew-wiggins-new-orleans-pelicans-v-minnesota-timberwolves.1200x672.jpeg da rookie si sono visti, ora serve il salto di qualità. Come accennato, la mancanza più grave sta nei ricambi fra i piccoli, con Tyus Jones (Summer League MVP) e Shabazz Muhammad come primi ricambi – oltre al già citato Dunn – pur avendo i due appena tre anni in meno che Kevin Garnett combinati. KG altra incognita non da poco: la sua continuativa guida a Karl-Anthony Towns in particolare val bene un anno in più nella lega. Ma d’altro canto, vuoi mettere entrare nella HOF insieme a Kobe e Duncan? Rimandare di un altro anno l’accesso ai playoff sarebbe disdicevole, ma significa dover vincere sulle 12-15 partite in più. Non so voi, ma io un dollarone su di loro lo punterei.
P.S. Qualcuno sa che fine ha fatto Pekovic? In giro per la lega c’è chi farebbe carte false per averlo e inserirlo in un pacchetto, magari con Rubio, in cambio di un solido veterano potrebbe essere l’affare dell’anno per i lupi.

(MVProf)

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