Cosa vi siete persi durante l’estate: TOP 10 delle notizie NBA (parte 1)

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Dalla decima alla sesta posizione, vi presentiamo i fatti più importanti accaduti durante la off-season, la pausa estiva della NBA

10) L’ALL STAR GAME VOLA VIA DA CHARLOTTE

Lo scorso luglio, con una decisione ampiamente prevista, il commissioner NBA Adam Silver ha deciso di togliere da Charlotte i tre giorni di festa dell’All Star Game portati dalla carovana NBA, a causa del controverso “Public Facilities Privacy & Security Act,” più noto come HB2 o “Bathroom Bill.” L’ASG è poi stato riassegnato alla città di New Orleans. La controversa legge, firmata dal governatore del North Carolina Pat McCrory il 23 marzo, sancisce che tutti debbano usare bagni pubblici, spogliatoi e docce in base al sesso indicato sul certificato di nascita. HB2 protest.jpgL’effetto maggiore di tale legge è stato recepito all’interno della comunità LGBT, poiché indirettamente proibiva alla parte transgender della popolazione americana (0,7%, secondo stime recenti) di usare le strutture sopracitate in base alla loro auto-identificazione. Da un punto di vista economico, la rivista Forbes ha stimato che il danno economico per la città di Charlotte sui $100M, considerando i mancati introiti da hotel, ristoranti, trasporti e altri settori. Silver si è detto disponibile a mantenere Charlotte in cima alla lista delle preferenze per il 2019, a patto che per allora la legge sia stata revocata. Si sa che storicamente la NBA è in prima fila nella lotta in difesa delle minoranze, ma alcuni si sono chiesti in base a che parametri decisioni di questo calibro vengano prese. Ad esempio, perché l’ASG non può svolgersi, ma Charlotte può continuare ad avere una franchigia in una città dove i tifosi Hornets e quelli delle squadre ospiti saranno comunque potenzialmente soggetti alle medesime forme di discriminazione? Oppure, perché i Bulls non subiscono ammonimenti per la pericolosità estrema di una città come Chicago, dove le sparatorie per strada sono all’ordine del giorno?

9) ‘MELO SI SENTE SOTTOVALUTATO

Ogni anno SLAM Magazine redige una classifica dei migliori 50 giocatori della NBA. Di per sé non è una notizia degna di nota, ma quello che sorprende è quanto Carmelo Anthony abbia preso male il suo piazzamento. Il talento dei Knicks, infatti, è stato posto al 15° posto della classifica e ciò lo ha fatto infuriare al punto da rispondere per le rime alla rivista online pubblicando due commenti sulla loro pagina Instagram:

carmeloanthony @slamonline don’t play yaself

carmeloanthony @slamonline all credibility lost in my 👀  (eyes, ndr)

Per completezza d’informazione, ecco i nomi che lo precedono: Blake Griffin, Klay Thompson, Kyrie Irving, Chris Paul, Damian Screen-Shot-2016-10-13-at-4.31.08-PM.pngLillard, DeMarcus Cousins, Paul George, James Harden, Anthony Davis e Kawhi Leonard. La classifica viene aggiornata giornalmente, quindi i primi 4 nomi non sono ancora stati svelati. Ovvio però che si tratti di Steph Curry, LeBron James, Russell Westbrook e Kevin Durant. L’ordine lo lascio stabilire a loro, anche perché un power ranking completo è nei piani futuri di questo blog. La polemica ricorda quella dello scorso anno, quando ESPN classificò Kobe Bryant al #93 dei migliori giocatori NBA. Per come giocò la sua ultima stagione, pur nei disfunzionali Lakers e all’interno del suo personalissimo Farewell Tour, non fece molto per sconfessare un posizionamento che, per quanto eccessivamente basso, non era andato troppo lontano dal vero. Campanilismo o no, sorprende dalla lista l’assenza di Danilo Gallinari, che nella classifica redatta da Sports Illustrated figura invece al #47. Non dite a ‘Melo che SI lo ha addirittura relegato al #24 però…

8) ROSE A PROCESSO PER STUPRO

Poco prima dell’inizio della stagione, il nuovo playmaker dei Knicks Derrick Rose ha subito un processo civile portato avanti da una sua ex ragazza che accusava il giocatore e due suoi amici di averla violentata nel suo appartamento di Los Angeles nel 2013 e chiedeva $21M per danni. Secondo la ricostruzione dei fatti, la vittima (chiamata Jane Doe per preservarne l’anonimato, ma poi identificata come Monica Los Rios) avrebbe avuto una relazione non-monogama con Rose per un paio d’anni. La sera del 26 agosto 2013, la Los Rios e una sua amica sarebbero andate ad una festa organizzata da Rose a LA, salvo poi tornare a casa in taxi in serata. Rose avrebbe voluto farla tornare da lui, ma a un 49230586.cached.jpgcerto punto lo scambio di messaggi si è interrotto, poiché pare che la vittima si fosse addormentata per via dell’alcol ingerito e della tarda ora. A quel punto Rose e due suoi amici, Allen e Hampton, avrebbero raggiunto in macchina la casa della ragazza. A questo punto le testimonianze divergono: Rose e amici affermano che lei li abbia fatti entrare e che, tutti consenzienti, i quattro abbiano fatto sesso di gruppo, pratica che Rose desiderava compiere con la donna, ma che lei in precedenza aveva varie volte rifiutato. L’accusa invece afferma che i tre si siano introdotti a casa della ragazza e che l’abbiano violentata nel sonno. Sulla questione i media si sono schierati su due fronti opposti: gli uni dipingono Rose come insensibile, maschilista e “malato di sesso” e gli altri la Los Rios come bugiarda, manipolatrice e alla disperata ricerca di denaro poiché sull’orlo della bancarotta. Alla fine del processo, Rose non è stato ritenuto colpevole, ma gli spinosi dettagli del caso hanno lasciato una macchia sulla reputazione di entrambi, pur non essendo un caso minimamente paragonabile a quello affrontato, sempre per stupro, da Kobe Bryant in Colorado nel 2003. Anche il modo in cui Rose è stato scagionato lascia un certo sconcerto, coi giurati a farsi foto con Rose e il giudice a scherzare sul fatto che Rose non dovesse impegnarsi troppo contro i “suoi” Lakers.

7) BEN SIMMONS SI FRATTURA UN PIEDE

It’s never sunny in Philadephia. I 76ers non hanno avuto il tempo di festeggiare l’arrivo in città della prima scelta assoluta all’ultimo draft che già Ben Simmons ha patito il primo infortunio. L’ex LSU ha subito una frattura al piede destro che farà slittare il suo debutto fino all’anno nuovo. Il che è ironico pensando che proprio nel suo unico anno al college Simmons giocò col freno a 9567698-ben-simmons-nba-philadelphia-76ers-media-day-850x535.jpgmano tirato per paura che un infortunio ne compromettesse l’ingresso fra i pro. Per la franchigia che ha dovuto subire 199 sconfitte negli ultimi tre anni, questa è tristemente ordinaria amministrazione. Nerlens Noel saltò di netto il suo primo anno per infortunio e Joel Embiid non ha ancora giocato una partita ufficiale da quando fu scelto nel 2014. La notizia avrà un effetto domino sulle sorti del team: non solo coach Brown dovrà fare a meno del suo miglior giocatore, con conseguente modifica (e limiti) del playbook e grave impatto sul record iniziale, ma rallenterà ulteriormente i piani di trade di uno – o entrambi – fra Noel e Okafor. Tuttavia, questo non giustifica il ritardo con cui i Sixers si sono mossi per rinforzare un backcourt che ora conta su T.J. McConnell, Jerryd Bayless e Gerald Henderson, non proprio un trio di superstar a cui mettere in mano il joystick per rifornire di assist un frontcourt giovane ed esplosivo.

6) JR TORNA A CLEVELAND

Dopo mesi e mesi di trattative, i Cavaliers hanno finalmente trovato un accordo con JR Smith sulla base di un nuovo contratto di 4 anni per $57M. In seguito635678324419806620-USATSI-8574585.jpg alla vittoria del primo titolo NBA nella storia dei Cavs, JR aveva esercitato l’opzione di uscire dal secondo anno del contratto biennale che gli avrebbe fruttato “solo” $5.4M. Invece, per i prossimi tre anni guadagnerà quasi il triplo, $15M – il quarto anno lascia la possibilità ai Cavs di tagliarlo entro i primi mesi della stagione 2018-19, secondo ESPN. Queste cifre rappresentano un grande bonus per il ruolo chiave della guardia nei recenti successi dei Cavs: basti pensare che nelle precedenti 12 stagioni aveva guadagnato circa $45.5M in totale, cifra che ora guadagnerà nei soli prossimi tre anni. Nonostante King James avesse espresso la sua posizione netta a favore del ritorno di JR alla sua corte, la contrattazione si è protratta per mesi, tenendo col fiato sospeso fan e avversari. Il nuovo contratto porta il monte salari dei Cavs a $125M, con conseguente multa derivante dalla luxury tax che si aggirerà sui $30M – briciole, in confronto ai $54M dello scorso anno. A favorire le cose è stato l’innalzamento del salary cap a $94M dai $70M dello scorso anno.

MVProf

(Parte 2)

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