Guida ai playoff NFL 2017 – Conference Championship

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Ci siamo quasi: per decidere chi rappresenterà l’AFC al Super Bowl LI i Patriots ospitano gli Steelers a Foxboro, mentre i bollenti Packers viaggiano nel nido dei Falcons

Atlanta Falcons – Green Bay Packers

Di tutte le incertezze che circondano Atlanta FalconsGreen Bay Packers, su una cosa potete star certi: sarà una partita ad alto punteggio. Nelle ultime 11 partite combinate (6 GB e 5 ATL) ciascuna delle due squadre ha segnato almeno 30 punti e il trend non è in discussione. Anzi, alla fine potremmo parlare di una partita che ha avvicinato il record di maggior numero di punti totali in una partita di playoff, primato ad oggi detenuto da Colts-Packers del 2009 con 96 punti (51-45 per AZ). Altra certezza che ci sentiamo di mettere nero su bianco è che a decidere la sfida sarà l’ultimo QB ad avere palla in mano e una manciata di secondi a disposizione sul cronometro. Partiamo come d’abitudine con l’ultimo scontro fra le due squadre: il 30 ottobre scorso Atlanta regolò i Packers 33-32. Erano ben altri tempi, però. I Packs inaugurarono un’infausta serie di 4 L filate proprio quella domenica, incassando in totale 153 punti in quella disgraziata frazione di stagione. Aaron Rodgers tentò di vincerla da solo, lanciando per 246 yard e 4 TD, il tutto senza la benché minima apparenza di un running game. Non che anche domenica ci si aspettino grandi cose da quel settore. Jordy Nelson – che si è pure ammalato – è quasi sicuramente out per il problema alle costole, mentre nemmeno gli altri ricevitori Adams ed Allison si sono allenati venerdì, come riferito da coach McCarthy. Stringeranno i denti e scenderanno in campo, ma certamente questo non depone in favore delle teste formaggiose, ridotti a Cobb e Cook come uniche risorse sane.

In casa Atlanta l’umore non potrebbe essere dei migliori. Tutti i pezzi chiave dello scacchiere di coach Quinn sono sani – o almeno sani quanto lo possono essere dei giocatori di football dopo 5 mesi di stagione. Fa eccezione non da poco Julio Jones, uscito prematuramente nella gara contro i Seattle Seahawks per un problema all’alluce. Come per i WR ospiti in forse, anche la presenza  di Jones non è da ritenersi a rischio. Il front seven della squadra della Georgia farà sudare alla O-line ospite il proprio stipendio. Pur avendo controllato agevolmente la pass rush di Cowboys e Giants, la truppa capitanata da Vic Beasley (13 sack in stagione, primatista NFL) non permetterà a Rodgers i suoi soliti balletti nella tasca. Con 223 yard lanciate fuori dalla tasca egli supera il totale accumulato da tutti gli altri QB ancora in corsa ai playoff, ma, di nuovo, nel quadro generale delle cose questo è un ulteriore vantaggio per Atlanta. Altra buona notizia per i pennuti è che la W contro GB di ottobre arrivò grazie a un Matt Ryan da 3 TD e 288 yard, di cui sole 29 ricevute da Jones, segno che i Falcons possono essere competitivi anche se una delle loro stelle ha una giornata no. Detto ciò, sarebbe da pazzi pensare che Julio non arriverà alle 100 yard domenica, per quanto Sanu dovrà dimostrarsi una seconda opzione valida ogni qual volta Jet Jones finirà in double coverage. Numeri interessanti sono attesi anche dal duo di RB Freeman-Coleman, nell’élite NFL con 171 yard di media accumulate a partita e 27 TD totali. Con due difese tutt’altro che irresistibili, la sfida nella sfida sarà quella fra QB. Rodgers (40 TD in stagione) e Ryan (38 TD in stagione) si contendono il trono di MVP e quello possibile di campione NFL, distante appena un’ulteriore partita.

Ad una lettura degli astri che tenga in mente tutti questi fattori, appare evidente che essi siano allineati per favorire Atlanta. I Falcons hanno ormai ampiamente dimostrato di non sciogliersi sotto pressione (vedi 2015) e traggono ulteriori motivazioni dal giocare l’ultima partita al Georgia Dome e quindi onorare impianto e fan con un’ultima impresa. Dal canto suo, Rodgers è già reduce da una serie di miracoli (mai nessuno è arrivato a giocarsi un SB partendo da 4-6 in stagione) e le intempestive dichiarazioni al veriolo del padre diffuse dai principali media americani sono la quarta e ultima prova che suggerisce che i Packers perderanno. Tuttavia… l’esperienza insegna che Rodgers è la seconda incarnazione del Messia e non è mai prudente scommettere contro chi è discendente diretto di uno (o più) dei del football! La regione dice Falcons – eppure non so come né perché, ma se davvero la decide l’ultimo gringo con un colpo in canna, la sensazione è che la vincerà Rodgers. Ryan può consolarsi: sarà eletto MVP.

PREVISIONE: Falcons 38 – Packers 40

New England Patriots – Pittsburgh Steelers

Quando domenica New England Patriots e Pittsburgh Steelers concluderanno le ostilità a Foxboro, avremo di fronte la seconda finalista per il Super Bowl LI, ma la prima squadra in assoluto in NFL a giocarsi “the big game” per la nona volta. Il precedente più fresco fra queste due vere e proprie dinastie della lega risale al 23 ottobre e nella circostanza i Pats prevalsero 27-16; se è vero che a gennaio è abbastanza futile risalire alle partite di metà autunno, questo è palese a maggior ragione in questo caso, poiché Pittsburgh giocò senza Ben Roethlisberger, infortunatosi la settimana prima contro Miami, ma stavolta pronto a giocarsela. A pesare però contro Big Ben è la sua storia contro il dirimpettaio Tom Brady, contro il quale è 2-6 in carriera. Per di più, lontano da Heinz Field quest’anno il QB ha collezionato 9 TD e 9 INT, cifre modeste. Ulteriore handicap per Pittsburgh è stata la diffusione di un video che andrà a facilitare il compito agli avversari. Ecco, so già cosa pensate. È successo di nuovo, Bill Belichick ha ottenuto un video esclusivo dei suoi avversari all’insaputa del loro coach e ed è pronto ad usarlo contro di loro. Stavolta però non si tratta di Spygate 2.0 – il 64enne Belichick ha ampiamente dimostrato la sua estraneità ai fatti citando la propria ritrosia all’uso di Snapface e Instachat, mischione esilarante di vari social network. Trattasi bensì di un filmato diffuso con Facebook Live da Antonio Brown. In esso si sente coach Tomlin apostrofare in maniera colorita i suoi giocatori come motivazione alla sfida. Per carità, niente di blasfemo, tutto normale all’interno di uno spogliatoio (per info chiedere a Donald Trump), ma non per questo lecitamente carpito e diffuso. Il filmato malandrino fa il paio con quello – unito alle foto – di Odell Beckham jr in vacanza sullo yacht. E sappiamo tutti com’è finita. Nel “Papa John derby” con Malcom Butler AB farà la sua partita, migliore di quanto non abbia fatto OBJ. D’altronde attraverso Brown e Le’Veon Bell passa per il 74,2% dell’attacco Steelers, stando ad una statistica di nfl.com. Ma il problema sta a monte: perché dare a Brady e Belichick, 16-3 nella loro storia ai playoff, motivazioni extra?

Dal canto loro i Patriots arrivano al Championship Game con qualche certezza di meno di quanto non fosse prevedibile. La pur larga vittoria contro gli Houston Texans ha fatto registrare ben tre palle perse, due dei quali intercetti di Brady, che ne aveva lanciati due in totale nelle precedenti dodici partite. Sabato scorso Brady è stato colpito otto volte, finendo come conseguenza spesso gambe all’aria, malmenato in lungo e in largo dal front seven texano – e per un 39enne non è mai un bijou. Facile immaginare che se James Harrison né avrà la possibilità livellerà al suolo TB12 con un onda d’urto percepita fino in New Hampshire. Nel complesso, la difesa nera e oro è salita di livello dalla week 11, concedendo più di 20 punti solo ai Baltimore Ravens negli ultimi tre mesi (non conteggiati i 24 segnati dai Browns perché molti titolari furono tenuti a riposo). Allo stesso modo, proprio da quella week 11 i Pats sono pure loro imbattuti e a loro volta hanno concesso più di 20 punti solo una volta – di nuovo ai Ravens! Anche l’attacco ha sopperito più che degnamente alla grave perdita di Rob Gronkowski: dalla week 12 i Pats non sono mai stati in svantaggio, totalizzando quasi 362 minuti senza mai inseguire. Motivo di ciò è stato anche grazie alle prestazioni eccellenti di Lagarrette Blount (top RB con 18 TD stagionali), giocatore meno appariscente di Bell, ma attraverso il quale New England  potrà verosimilmente convertire in sei punti senza troppi problemi situazioni a ridosso della goal line avversaria.

Curioso come, secondo molti esperti, in una gara vinta di 18 punti i Pats hanno ricevuto indicazioni più negative rispetto a Pittsburgh, che ha battuto Kansas City a suon di field goal e senza un singolo touchdown. Nella partita delle mille B quale sarà quella decisiva? Big Ben, Bell, Brown (e a questo punto pure il kicker dei record Boswell) oppure Brady, Belichick, Bennett, Blount? Solo uno è in missione stile Terminator per arrivare a Houston e dividere da vincitore il palco col commissioner Roger Goodell. Touchdown Tommy ce la farà di nuovo.

PREVISIONE: Patriots 25 – Steelers 21

P.S. Non augurarsi un Brady vs Rodgers al Super Bowl LI vuol dire non amare il football!

MVProf

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