Volo diretto Milano-Los Angeles

20170612

LA Lakers e Milan sono due squadre legate da un destino comune e una simile parabola sportiva nel corso degli anni fatta di alti e bassi

Non è sempre un’operazione semplice e a volte si rischia di cadere nel banale, ma esistono paralleli fra squadre di leghe e continenti diverse. La storia di Los Angeles Lakers e AC Milan, tuttavia, appare molto simile e meritevole di un approfondimento. Storicamente, si tratta di due delle squadre più vincenti nel rispettivo sport. Con 16 titoli NBA, i Lakers sono secondi solo ai Boston Celtics nella classifica di tutti i tempi. A sua volta, il Milan con 7 Coppe dei Campioni/Champions League è seconda solo al Real Madrid come numero di trofei internazionali e seconda solo alla Juventus per quelli nazionali con 18 scudetti.589085d0bc46c845db000001.jpg Tali successi sono avvenuti principalmente quando a capo delle rispettive squadre erano la famiglia Buss e la famiglia Berlusconi, entrambe abili a circondarsi di campioni senza tempo. La conquista di tanti titoli è infatti figlia del gran numero di giocatori e allenatori che negli anni si sono succeduti in giallo-viola e rossonero. Da una parte si ricordano Jerry West, Kareem Abdul-Jabbar, Magic Johnson, Shaquille O’Neal, Kobe Bryant e i guru Pat Riley e Phil Jackson. Dall’altra Gianni Rivera, Franco Baresi, Marco van Basten, Paolo Maldini e Kakà, più i maestri della panchina Nereo Rocco, Arrigo Sacchi e Carlo Ancelotti. In entrambi i casi, si tratta di liste fin troppo riduttive. Grazie a questi ambasciatori formidabili e ai loro successi ripetuti nell’arco di decenni, Lakers e Milan hanno coltivato un brand vincente che la globalizzazione ha contribuito a diffondere ovunque e che oggi è conosciuto in tutto il mondo, dall’Africa all’estremo Oriente.

Se è lecito sostenere il loro nobile retaggio, lo è altrettanto riconoscere lo stato di calamità in cui entrambe erano cadute in tempi recenti. Risale infatti al 2007 l’ultima vittoria del Milan in Champions League e al 2011 l’ultimo Scudetto, due trofei che avevano reso possibile la patch di “squadra più titolata al mondo,” grande vanto della vecchia dirigenza. Nel mezzo, il 2009 e il 2010 vedevano i Lakers celebrare due titoli consecutivi grazie all’inarrestabile duo Kobe-Gasol. I guai, però, erano dietro l’angolo. Se le fortune sono iniziate con Jerry Buss e Silvio Berlusconi, il declino degli stessi ne ha segnato il tracollo. Nel 2013 Jerry Buss morì all’età di 80 anni, lasciando i Lakers in mano ai figli. Fra due in particolare, Jim e Jeanie, è presto scoppiata una guerra fratricida di cui la franchigia è stata la vera sconfitta. Un esempio? Negli ultimi anni i free agent di punta nemmeno alzavano la cornetta se dall’altra parte erano i Lakers a richiedere un meeting. L’instabilità societaria è costata cara anche al Milan. Dopo salate multe e investimenti poco accorti del gruppo Fininvest, a inizio 2015 è iniziata a trapelare la voce che Silvio Berlusconi avrebbe messo il suo amato Milan in vendita. Negli anni precedenti il presidente era stato in grado di far leva su un patrimonio enorme che però, pur ancora presente, a suo dire non era più in grado di competere coi petrodollari di russi e arabi. Se a questo uniamo la scellerata gestione dei (pochi) fondi messi a disposizione dell’AD Adriano Galliani per il mercato – si parla per lo più di ingaggi faraonici a onesti mestieranti in età avanzata – il disastro è fatto. Il Milan ha quindi dato via a un teatrino di possibili, ma fantomatici acquirenti come Mr. Bee e poi con cordate di misteriosi cinesi con fondi sospetti. Come accade sempre in queste situazioni, quando la società traballa, il campo tracolla. I risultati, infatti, parlano chiaro: nelle ultime quattro stagioni, i Lakers sono sempre rimasti fuori dai playoff e il Milan fuori dall’Europa (salvo rientrarci quest’anno dalla porticina di servizio).

Si dice che ci si metta una vita intera a farsi una buona reputazione, ma solo un attimo per distruggerla. Dopo aver battuto ogni record sul campo, Lakers e Milan sembrano ora essere riusciti anche a ribaltare questo detto. Nel giro di pochissimi mesi, entrambe le squadre sembrano essere riuscite a ribaltare una situazione che sembrava destinata per lo meno ad altri anni di anonimato sportivo. Quando il 21 febbraio Magic Johnson è diventato il nuovo presidente giallo-viola, C3S era sul pezzo. Nonostante i leciti dubbi iniziali, fin qui le mosse a referto del duo Risultati immagini per lonzo ball summer leagueMagic/Pelinka sono solo da applausi. Per prima cosa, D’Angelo Russell è stato mandato via trade da LA ai Brooklyn Nets. In cambio, i Lakers hanno ricevuto Brook Lopez, centro ancora valido e con contratto in scadenza, e una scelta al primo giro. Se possibile, però, il vero colpaccio insito nella trade è stata la possibilità di disfarsi di Timofej Mozgov. Il russo sarebbe stato a libro paga per ulteriori tre anni per un totale di $48M, dopo i $16M incassati nell’anno appena concluso. A sostituire D’Angelo sarà Lonzo Ball, playmaker da UCLA e il leader cercato da Magic. Draftato insieme al promettente Kyle Kuzma (proveniente da quella scelta dei Nets), è stato eletto MVP della Summer League, vinta anche grazie a Kuzma stesso, MVP della finale. A completare il back court titolare con Ball sarà Kentavious Caldwell-Pope, ex guardia dei Detroit Pistons, pronto ad assicurare difesa e tiro perimetrale. Tutte queste operazioni sono state fatte con un occhio di riguardo al 2018, quando i Lakers avranno un ampio buco da riempire nel cap. Il primo indiziato a sfruttare la situazione è Paul George, che ha chiaramente affermato di sognare di indossare quella maglia nel 2018. E neppure LeBron James non sembra un miraggio così assurdo.

Anche il Milan nello stesso lasso di tempo ha invertito radicalmente il suo corso. Ad aprile Li Yonghong ha ufficialmente chiuso la trattativa per l’acquisto del Milan e con Fassone e Mirabelli a dirigere le operazioni molto è cambiato. Per prima cosa è stato confermato al timone della squadra Vincenzo Montella. L’ex aeroplanino ha vissuto un’ottima stagione sulla panchina anche a fronte del parco materiale umano a disposizione e delle distrazioni provenienti dai piani alti. Fondamentale per lui e per la società programmare per tempo la nuova stagione, che inizia molto prima degli altri per via dei preliminari di Europa League, al via il 27 luglio. Dall’inizio dell’estate, i rossoneri si sono mossi bene e – novità quasi assoluta – per tempo. Nel giro di poco più di un mese hanno portato a Milanello ben 10 nuovi giocatori. Trattasi di André Silva, Andrea Conti, Hakan Calhanoglu, Mateo Musacchio, Ricardo Rodríguez, Lucas Biglia, Franck Kessié e Fabio Borini. Altra spina nel fianco ereditata dalla precedente gestione è stato il difficile rinnovo di Gianluigi Donnarumma, comunque portato a termine. Nella snervante operazione che ha infine portato il #99 a rinnovare a €6M netti all’anno è arrivato anche il fratello Antonio Donnarumma. La vera bomba di mercato è però stato l’arrivo di Leonardo Bonucci dalla Juventus, mossa lampo che ha lasciato tifosi ed esperti del settore interdetti. In totale, ad oggi sono stati spesi circa €189M per i nuovi arrivati, eppure la dirigenza sembra ancora a caccia di altri rinforzi. Quella del nuovo Milan è una strategia non casuale: per operare sul mercato, è stato chiesto e ottenuto un prestito di €100M dal fondo Elliott come parte degli accordi iniziali e con quello la società sta operando. Lo scopo è quello di tornare in Champions già dall’anno prossimo, così da incassare premi in denaro e aumentare la forza del proprio brand all’estero – in Cina soprattutto.

Certo, per entrambe le squadre esiste un margine di manovra non infinito e i rischi non vanno sottovalutati. L’hype dei Lakers potrebbe sgonfiarsi alle prime difficoltà e comunque i playoff appaiono ragionevolmente fuori dalla loro portata. Il Milan ha un pesante debito col fondo Elliott e servirà un Voluntary Agreement a prova di bomba, unito alla conquista di un posto in Champions sul campo, per far quadrare i libri contabili. Ad ogni modo, appena 12 mesi fa i lacustri terminavano la stagione con un record di 17-65, D’Angelo Russell aveva spifferato al mondo i tradimenti di Nick Young nei confronti di Iggy Azalea e si respiravano ancora le scorie del Farewell Tour di Kobe, la classica pillola di cianuro da ingoiare come i cattivi dei film di 007, solo che le vittime designate erano Mitch Kupchak e Jim Buss. Risultati immagini per kobe milanNon a caso, nel momento del nadir del caos societario, il 1° luglio 2016 SB Nation pubblicava un articolo il cui titolo si commenta da solo: “Lakers exceptionalism is dead and buried.” Sempre un anno esatto fa il Milan finiva il campionato a 34 punti dalla Juventus e a 23 dal terzo posto, chiudendo perfino dietro ad una piccola realtà provinciale come il Sassuolo. In estate si apprestava ad ingaggiare giocatori inutili come Sosa, Vangioni, Gustavo Gomez e Mati Fernandez e aveva appena finito di pagare fior di milioni a giocatori finiti come Menez, Mexes, Boateng e Alex. L’immobilismo di Berlusconi e le voci senza sosta su nuove cordate cinesi mai materializzatesi facevano il resto, aumentano il divario già enorme col trio Juve-Roma-Napoli. Oggi invece il futuro appare più roseo che mai e pronto a far tornare Lakers e Milan nell’Olimpo sportivo che da sempre compete loro.

MVProf

 

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