Cover Four – Week 12

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Ogni settimana tratteremo quattro spunti di riflessione più o meno seri donatici dalla National Football League

LA VENDETTA DEL TACCHINO

Alle 12:30 del giovedì più sacro per ogni americano sono scese in campo le prime due delle sei squadre che hanno popolato il giorno del Ringraziamento 2017. A sfidarsi erano i Detroit Lions e i Minnesota Vikings come già un anno fa. I Lions, peraltro, sono una discreta bestia nera per i vichinghi: le uniche due sconfitte nelle partite del Thanksgiving nella storia di Minnesota sono arrivate per mano loro e lo scorso anno Minnie uscì sconfitta da entrambe le gare divisionali contro Detroit. Case Keenum continua a fare la miglior imitazione di Houdini su piazza e a trovare Adam Thielen libero. Il TD per Rudolph porta lo score sul 7-0 dopo un drive paziente e metodico. I Lions provano a rispondere, ma un handoff pastrocchione fra Matthew Stafford e Ameer Abdullah porta alla palla persa. Dopo un ottimo screen per McKinnon, ci pensa di nuovo Keenum a portare la palla in end zone, stavolta con una read Risultati immagini per minnesota vikings thanksgivingoption (!) Coreografia settimanale dei Vikes a tema: giocatori seduti in cerchio a banchettare un gustoso pranzo del Ringraziamento, dove la portata principale, più che il tacchino, è rappresentata dai leoni di Detroit. Everson Griffen apre il secondo quarto con un sack a Stafford e mostra alle telecamere una simpatica maglietta che invita i fan a suggerire un nome per il terzo figlioletto appena nato. Dopo un field goal a testa, doppio drive-lampo di entrambe le squadre che porta a sette punti a testa (Rudolph e Jones). I Vikes fanno affidamento al loro solido running game di McKinnon-Murray per diminuire i rischi a Keenum e mangiare il cronometro. I loro sforzi combinati portano al quarto TD di giornata, stavolta a firma Murray. Nel resto del quarto, però, l’attacco ospite stalla leggermente e Detroit accorcia con due calci di Prater e un gioiello di Stafford in double coverage di cui Jones beneficia per 6 punti. Detroit non molla la gara e resta a contatto sul 27-23. Minnesota mantiene i nervi saldi e si affida a Stefon Diggs per un paio di ricezioni spacca-schiena in un drive a punti con Forbath. Nel successivo drive del tutto-o-niente, Xavier Rhodes intercetta Stafford su 4th & 8 e manda i fan all’uscita anticipata. Sul finale, ci sarebbe un clamoroso field goal bloccato e ritornato in touchdown per il pareggio dei Lions, non fosse per il palese offside di un membro dello special team. Finisce così 30-23 per Minnesota.

CHI HA SPARATO A DALLAS?

Nel 1980 andò in onda sulla CBS uno degli episodi più famosi della serie tv Dallas chiamato “Chi ha sparato a J.R.?” Giovedì scorso, sempre sulla CBS, è andata in onda un altro grande classico con protagonista Dallas – stavolta però nel senso di Dallas Cowboys – ovvero la partita del giorno del Ringraziamento dell’America’s Team. Anche qui è andato in onda un delitto, solo che, invece che un solo uomo, è sembrato che tutta Dallas fosse stata crivellata. I pur sospetti Los Angeles Chargers hanno abusato dei texani, vincendo in trasferta per 28-6 in una gara totalmente dominata. Allora giusto chiedersi: chi ha sparato a Dallas? Sospettato #1: Ezekiel Elliot. L’ex stella di Ohio State è stato giudicato dalla NFL colpevole di violenza domestica ai danni di una ex fidanzata e perciò punito con una squalifica di sei gare. Se Elliott avesse accettato il verdetto da subito, avrebbe perso Risultati immagini per dallas cowboyssolo le prime, spesso insignificanti partite dell’anno. Scegliendo invece di trascinare la faccenda per mesi fra i tribunali di tutta America, ha di fatto obbligato i Cowboys a non poter contare sul loro giocatore più talentuoso nel momento clou della stagione. Sospettato #2: Dak Prescott. Il quarterback che l’anno scorso costrinse Tony Romo al ritiro grazie alle sue giocate vincenti, sembra ora tornato sulla terra. Senza Zeke, il QB è stato esposto ai suoi limiti e i numeri sono impietosi: nelle 8 gare del 2017 con Elliott, Prescott ha avuto in media un QBR di 72.3. Nelle 3 senza, di appena 22.2, perdendo inoltre ben 8 palloni (altri due intercetti contro i Chargers), numeri che lo portano alla pari di QB tragici come Kizer e Glennon. Sospettato #3: coach Garrett. L’allenatore è spesso il primo imputato dei fallimenti di una squadra e questo caso non fa eccezione. L’assenza di Elliott pesa, ma i sostituti Morris/Smith stanno pur sempre tenendo medie in linea con le 4.1 yard per portata di Zeke. Meno appariscenti ma altrettanto gravi sono però le assenze in concomitanza del LT Tyron Smith e del LB Sean Lee. In questi casi coach Garrett non ha saputo porre rimedio né con sostituti né con schemi alternativi per tenere a galla la squadra. Per scoprire il nome del colpevole, gli spettatori della serie tv dovettero aspettare otto mesi. Nel caso dei Cowboys non servirà aspettare tanto: sono tutti colpevoli.

CACCIA ALL’MVP

Con la stagione che volge alla fase decisiva di dicembre, è giusto fare qualche considerazione su chi sia in lotta per il titolo di MVP. Il primo candidato, promotore del nuovo che avanza, si chiama Carson Wentz. Il QB al secondo anno sta trascinando i suoi Philadelphia Eagles ad una cavalcata per certi versi storica. A 10-1, Philly guarda tutti dall’alto in basso in virtù del miglior record NFL anche grazie alle giocate di quello che appare sempre di più il miglior giovane quarterback della lega (con buona pace di Andrew Luck). Con i suoi numeri accumulati fin qui, Wentz non solo è fra i primissimi in molte statistiche rispetto ai colleghi delle altre squadre, ma sta tenendo un passo che potrebbe portarlo a migliorare del doppio certi suoi record rispetto a un anno fa. Allora le vittorie furono 7, i TD 16, gli INT 14 e i fumble subiti 14. Ora le vittorie sono 10 e potrebbero tranquillamente Schermata 2017-11-28 alle 12.09.39.pngarrivare a 14, i TD sono già raddoppiati (28), gli intercetti meno della metà (5), così come i fumble (7). Chi a sua volta ha tutti i numeri giusti per considerarsi in lizza per  il premio ha in comune con lui una sola cosa: il ruolo. Tom Brady, infatti, sta ancora una volta conducendo i suoi New England Patriots ad un’eccellente annata, ma con ben altro pedigree. Nonostante la storia racconti che i 40 anni sono stati una mannaia per la carriera di qualunque QB, nella vittoria sui Miami Dolphins TB12 ha lanciato altri 4 TD, portando il totale stagionale a 26. Già da ora ha dunque superato il totale di TD lanciato da Brett Favre e Warren Moon, che dopo i 40 si fermarono a 25. In proiezione, i numeri suggeriscono che Brady potrebbe addirittura arrivare a flirtare coi 40 TD a 40 anni. Quello che per quasi chiunque sarebbe un traguardo quasi chimerico a qualunque punto della carriera, Brady potrebbe realizzarlo dopo 18 anni fra i pro. Anche se sia Wentz che Brady stanno vivendo una stagione super, la tabella riassuntiva che mostra i numeri dei due giocatori a confronto indica una favorito abbastanza chiaro. Con le ultime cinque gare della stagione, se Wentz non alzerà ulteriormente il livello, Brady potrebbe scappare via col terzo titolo di MVP della carriera.

CONTENDER O PRETENDER? (PARTE 1)

Lo spartiacque della settimana del Thanksgiving è considerato dai più come il momento in cui avviene una sorta di selezione naturale fra le squadre che sono seriamente in lotta per il titolo e quelle che, per tutta una serie di motivi, sono destinate a spegnersi pian piano nel finale di stagione. Di settimana in settimana, all’interno di questa rubrica punteremo i riflettori su una squadra, tentando poi di capire se si tratti di contender o pretender. La prima squadra sotto osservazione sono i Pittsburgh Steelers. Ranking alla mano, potrebbe stupire di vedere la squadra #1 in AFC in questa rubrica, eppure non c’è nulla di esagerato in tutto ciò. Nella vittoria di domenica contro i Green Bay Packers, si è assistito a quello che è un microcosmo della stagione degli Steelers. Di positivo, si è ammirato Risultati immagini per pittsburgh steelersun Ben Roethlisberger da 351 yard col 73% di completi e ben 4 TD. Di due questi ha beneficiato Antonio Brown, autore di una prova eccellente ben oltre le sue statistiche personali, che comunque parlano di 10 ricezioni, 169 yard e 2 TD. La sua ricezione nel finale sul lato sinistro del campo, in estensione e trascinando la punta dei piedi per restare in gioco è stata da sola uno spettacolo per gli occhi. Questa ha poi reso possibile il field goal della vittoria di Chris Boswell, un calcio di 53 yard che è il nuovo record di Heinz Field. Ora le note meno liete. Pur in una prestazione super, Big Ben si è reso colpevole di due intercetti, che portano il totale stagionale a 12. In NFL pochi altri QB hanno lanciato INT in doppia cifra e peggio di lui ha fatto solo DeShone Kizer (14). Difensivamente poi, la squadra ha fatto sembrare Brett Hundley Joe Montana per lunghi tratti. Dopo una gara persa 23-0 e condita da 3 intercetti contro i Baltimore Ravens appena una settimana fa, Hundley ha lanciato per 245 yard e 3 TD. Questo induce a pensare che, se questi sono i numeri che il back-up di Rodgers può mettere insieme, allora Brady potrebbe davvero abusare di questa secondaria. E proprio i Pats, con cui gli Steelers sono appaiati a 9-2, visiteranno Heinz Field il 17 dicembre in quella che sembra destinata ad essere la partita che decide le sorti dell’intera conference e farà capire una volta per tutte se questi Steelers sono contender o pretender.

MVProf

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