L’arte di vincere: cabala, ferri di cavallo, felpe e affini – NBA Playoff edition

ATTENZIONE: in questo articolo sono presenti i campioni NBA 2018, la vincitrice della prossima Champions League, la vostra colazione di Lunedì 18 Giugno e Bill Belichick. Se non volete spoiler non proseguite nella lettura.

 

Come ben si sa i pronostici sono fatti per essere sbagliati, o meglio per i più abili a prepararli, sono fatti per far perdere, gufare, freddare, portare iella, ecc… la squadra pronosticata vincente. Per chi non è pratico con l’arte di maneggiamento dei fluidi, basta portare ad esempio il quanto mai infelice titolo del quotidiano “Sport”, che all’estrazione della Roma come avversario del Barcellona sentenziò “UN BONBòN”. Un pasticcino sì, ma non per i Catalani (rimontati con un sonoro 3-0 al ritorno, NDR) che, seppur spesso aiutati dai direttori di gara europei, raramente hanno dimostrato nelle ultime stagioni europee un’adeguata modestia.

L’Arte di Vincere è quindi quella di dire e non dire, un’intervista alla Popovich, una trade sbagliata, un colpo al cerchio e uno alla botte, manipolare i fluidi del destino senza che nessuno se ne accorga e camminare per strada con una manciata di ferri di cavallo, ma ben nascosti perchè le gufate pacchiane portano male. Il Vate in questo campo resta senza dubbio Bill Belichick, che con i suoi New England Patriots rimane una costante presenza nei playoff NFL da anni, nonostante la bruciante sconfitta nell’ultimo Super Bowl, quando nulla ha potuto contro la favola del backup QB Nick Foles di Philadelphia.

 

TRUST THE PROCESS?

Non a caso è proprio Philadelphia la squadra ad impazzare nelle copertine delle ultime settimane prima dell’inizio dei playoff. Giovani, forti e capaci di vincere anche senza Embiid, i Sixers cavalcano un’incredibile striscia di 16 vittorie consecutive. Con un Belinelli superlativo, il rientrante Fultz, il (non) Rookie Of The Year Simmons e un supporting cast di grande qualità, Philadelphia è senza dubbio la squadra più calda a Est. Il cammino inoltre sembra perfetto, con prima Miami, battibile anche senza Embiid, e poi gli azzoppati Boston Celtics, sulla strada per le finali della Eastern, contro probabilmente una tra Cleveland e Toronto spossata da una lunga e faticosa serie.

Belichick-EmperorIn una città capace solo qualche mese fa di sconfiggere al Super Bowl anche il Lato Oscuro della forza, capeggiato proprio dal Vate Belichick, il ritorno di Embiid per le partite di playoff che contano invita a credere nello slogan lanciato dalla superstar di Phila. “Trust the Process”. Anche troppo però. Troppe copertine, troppi slogan, troppo tutto, troppo presto. Se ne riparla il prossimo anno, magari con un LeBron James in più.

 

LA EASTERN

Chi sarà quindi a trionfare a Est? Toronto pare possedere la miglior panchina della lega e la squadra più solida mai avuta. Si tratta però di una storia già sentita troppe volte, anche perché la semifinale di Conference offrirà il confronto con la bestia nera Cleveland, data per spacciata dai più già dopo le prime settimane. La squadra di LeBron James ha senza dubbio perso nella trade in cui ha ceduto Kyrie Irving e ha poi rivoluzionato tutto nel mercato di metà stagione. Tra tanti dubbi attorno alla squadra e al futuro del Re e tante sconfitte incredibili e con larghi margini, Cleveland si presenta incredibilmente come sfavorita a questi playoff e alla serie contro Toronto. La condizione perfetta per spuntarla, anche perché gli infortuni di Hayward e Irving hanno già ampiamente espresso il volere degli Dei del Basket: La Eastern è ancora il regno del Re.

 

 

LA WESTERN

Situazione molto più chiara a ovest, dove al di là di tutto sei squadre sono ai playoff solo per allungare il brodo, e magari permettere a Steph Curry di rientrare. Nonostante Golden State abbia dimostrato moltissimi limiti senza il suo numero 30, l’accoppiamento con i San Antonio Spurs orfani a loro volta da tutta la stagione di Kawhi Leonard è perfetto per scaldare i motori e sperare in un recupero di Steph. Contro Portland la musica sarà diversa, ma al completo i Warriors sono probabilmente ancora la squadra più forte della lega, capace di giocarsela anche in finale a Ovest contro quella Houston di Mike D’Antoni che al momento sembra quasi imbattibile su una serie a 7 partite.

 

LE FINALS

Golden State Warriors contro Houston Rockets finale anticipata quindi. Anche no, perché il 31 Maggio quando verrà alzata la prima palla a due delle NBA Finals 2018, già sapremo che una sfavorita, il Liverpool di Klopp, avrà vinto la Champions League 2018. Ma può la sfavorita Cleveland vincere l’anello? I più attenti ricorderanno il fortunato infortunio di Bosh che regalò un nuovo assetto tattico a Miami e il successo alle Finals 2012 al Re LeBron James, oltre che il miracoloso canestro di Ray Allen in Gara 6 per il back to back del 2013. E perché non ricordare la squalifica di Draymond Green contro Cleveland nel 2016, quando lo stesso giocatore di Golden State era stato perdonato nella sfida agli Oklahoma City Thunder. Più che colpi di fortuna si trattò di segnali che indicavano la strada. Quest’anno sono gli infortuni di Hayward e Irving, oltre che di Embiid e Curry a segnare la strada, che porta direttamente alla vostra colazione di Lunedì 18 Giugno. Triplo caffè e pocket coffee a seguire nel tentativo di presentarsi in condizioni dignitose sul posto di lavoro all’indomani di Gara 7 delle Finals, decisa da un’incredibile tripla di JR Smith allo scadere del terzo overtime, dopo l’uscita per sei falli di un leggendario LeBron James da 53 punti, 20 rimbalzi e 20 assist.

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